Riferimenti e Citazioni Mindfulness

cos'è la mindfulness

 #mindfulness 

Nella speranza che sia di beneficio ai lettori per entrare maggiormente a contatto con alcuni concetti e parole collegate alle pratiche di consapevolezza ed in generale al tema della mindfulness, ho preparato questo articolo che aggiornerò periodicamente.

Come alcuni di voi già  sapranno, questo argomento mi è molto caro e da tempo sto approfondendo diversi temi che gravitano intorno al concetto di consapevolezza ( vedi il mio progetto personale Mindfulness ) e sto cercando di integrare questi principi in diversi aspetti della mia vita quotidiana e nei miei altri interessi (leggi anche  Mindfulness e Pittura , Parole Pittura e mindfulness , gli appuntamenti Mindfulness e Acquerello , Brevi meditazioni illustrate

Dato che esistono già voci ben più autorevoli e cariche di esperienza, rispetto alla mia , che hanno illustrato in maniera esemplare i vari argomenti, ho scelto di usare questo spazio per condividere alcune citazioni e riferimenti dalla mia personale bibliografia, aggregandoli intorno ad alcune parole chiave e argomenti spesso utilizzati.

Utilizzerò questo articolo anche per richiamare, dai miei articoli, alcuni approfondimenti su termini o parole che utilizzerò.

Sarà quindi un articolo dinamico che registrerà le integrazioni che passo dopo passo inserirò  nel tempo mentre i miei studi e le ricerche progrediscono.

Questi spezzoni non hanno ovviamente l’intenzione di essere esaustivi sui temi presentati, ma spero siano sufficienti per stimolare un successivo personale approfondimento  con altre letture, pratiche o in vostri personali percorsi con insegnanti e maestri.

 

Vediamo allora insieme alcuni Riferimenti e Citazioni Mindfulness

 

Compassione

(L’arte di essere pazienti. Dalai Lama )

” …l’autentica compassione si basa sul fondamento logico che, proprio come me, anche altri hanno questo innato desiderio di essere felici e di vincere la sofferenza; e proprio come me, hanno il diritto naturale di esaudire questa fondamentale aspirazione…”

 

(I quattro incommensurabili B. Alan Wallace )

” … La parola sanscrita karuna viene normalmente tradotta come compassione, ma etimologicamente significa solo gentilezza. Se mi sento gentile verso di te non voglio che tu soffra. Implica prendersi molta cura della sofferenza altrui, come se fosse la propria. Come l’amorevole gentilezza è il cuore che desidera ardentemente il proprio benessere e quello degli altri, la natura della compassione è semplicemente il desiderio, dal profondo del cuore, “che tutti siano liberi dalla sofferenza e dalla causa della sofferenza”. La compassione diretta verso se stessi è il desiderio “che io sia libero dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza”. La compassione è perfettamente complementare all’amorevole gentilezza. Si adattano l’una all’altra,come il simbolo dello yin e dello yang. Perché l’amorevole gentilezza esista bisogna avere compassione, e viceversa. Quando sì fa esperienza dell’amorevole gentilezza, quando si desidera:”Che tu sia libero dall’afflizione”, la compassione è già lì. L’amorevole gentilezza che non ha in séil seme della compassione è infondata. Ma il sapore della compassione è diverso da quello dell’amorevole gentilezza, perché la compassione si concentra sulla sofferenza degli esseri senzienti piuttosto che sulla loro ricerca di felicità.—“


Equanimità

(Il Cuore della Saggezza, Joseph Goldstein, Jack Kornfield – Ubaldini Editore – pag.105)

“… equanimità. Un’immagine tradizionalmente usata per illustrare questa specifica qualità è quella della montagna: mentre la montagna sta ferma al suo posto, il sole splende su di essa, e la pioggia cade, e la neve la ricopre, e il fulmine la colpisce. Che fa, allora, la montagna? Resta sul posto senza vacillare. […] Equanimità e quella facoltà che permette alla mente di sperimentare i vari cambiamenti che avvengono nel regno della forma, nel regno il sentimento, e nel regno della mente stessa, rimanendo ciononostante concentrata impassibile. Equanimità si sviluppa proprio quando impariamo a tenere aperto il nostro cuore di fronte a tutte le mutevoli circostanze della vita e della pratica meditativa…”

 

(I quattro incommensurabili B. Alan Wallace – pag 142 ) 

“[…] Equanimità non è semplicemente un sentimento di indifferenza, privo di piacere o di dolore. L’imparzialità probabilmente è la traduzione migliore, perché è un atteggiamento che in contrasto col modo parziale in cui di solito vediamo gli esseri senzienti.[…] I nemici (lontani) dell’equanimità Sono l’attrazione e la repulsione: quando si provano questi sentimenti il cuore si  aggrappa ad alcuni individui e ne rifiuta altri. L’equanimità, invece, è come un oceano estremamente calmo: la mente è in tutto e per tutto uniforme.”

 

(C. Pensa “L’intelligenza spirituale” Ubaldini editore)

” …Equanimità però non vuol dire indifferenza, freddezza o tiepidezza. L’equanimità, al contrario, è portatrice di apertura, di non paura, di atteggiamento stabile e positivo…”


Gioia compartecipe

(I quattro incommensurabili B. Alan Wallace )

La coltivazione della gioia empatica (mudità): si tratta semplicemente di rallegrarsi del benessere altrui. È qualcosa che facciamo spesso con le persone che amiamo, con i nostri figli e cari amici. Osservare un cucciolo che gioca con una palla agitando la coda avanti e indietro ci fa sorridere. Anche questa è gioia empatica. Non è una strana tecnica buddhista, che dobbiamo imparare da zero; la pratica della gioia empatica è così semplice che quasi non si pensa che sia una pratica.

 


Impermanenza

(Il cuore saggio – Jack Kornfield)

” … L’illusione della permanenza ci fa aggrappare a sentimenti, esperienze e persone come se farle durare dipendesse da noi; combattiamo per far durare il mondo, eppure i nostri giorni svaniscono come un miraggio o un sogno…”

(Essere Pace, Thich Nhat Hanh – Ubaldini Editore – Pag 28)

Chiesi alla foglia se aveva paura: era venuto l’autunno, molte altre foglie erano già cadute. Mi rispose di no. “Durante la primavera e l’estate ho avuto una vita piena. Ho lavorato duro per nutrire l’albero, e ora molto di me e nell’albero. Ti prego, non pensare che io sia solo questa forma, perché la forma di foglia è solo una piccola parte di me. Tutto l’albero è me. So che sono  ormai nell’albero, e anche quando sarò caduta per terra continuerò a nutrirlo. Così non ho nessuna paura. Quando mi staccherò del ramo, cadendo farò un fluttuante santino all’albero, e gli dirò: “arrivederci a presto“.


Interdipendenza

(Sogyal Rinpoche – il libro tibetano del vivere e del morire)

” … Se tutto è impermanente, allora tutto si può definire vuoto, privo cioè di un’esistenza durevole, stabile, intrinseca. Tutte le cose viste e comprese nel loro vero rapporto, si rivelano non indipendenti, bensì interdipendenti le une dalle altre… Se osservate con attenzione niente possiede un’esistenza a sé stante, intrinseca, e questa assenza di esistenza indipendente e ciò che chiamiamo vacuità.… Dicendo che le cose sono vuote, si intende dunque che sono prive di un’esistenza indipendente…”

 


Meditazione

(Vivere momento per momento, J. Kabat Zinn – Corbaccio)

“…Meditazione è osservare deliberatamente il tuo corpo e la tua mente, lasciando che le esperienze scorrano di momento in momento e accettandole così come sono. Non significa rifiutare i pensieri o bloccarli o reprimerli. Non significa controllare alcunché, eccetto la direzione della tua attenzione.“

 

(Come meditare. Kathleen McDonald – Chiara Luce Edizioni)

”La meditazione non è evasione o fuga. Consiste anzi nell’essere completamente onesti con noi stessi, per prendere coscienza di quello che siamo e lavorare su questo per diventare più positivi e utili, a noi stessi e agli altri.”

 

(Essere Pace, Thich Nhat Hanh – Ubaldini Editore)

“…coltivando  pace e felicità in voi stessi, iniziate a costruire la pace nel mondo […] Sedere, sorridere, guardare le cose per vederle nella loro realtà: queste sono le basi dell’impegno per la pace. […] la comprensione è il frutto della meditazione, la comprensione è la base di ogni cosa …”

 

(Il silenzio è cosa viva- Chandra Linda Candiani)

“…Quante volte ho visto usare la meditazione per non sentire, per creare una personalità spirituale che ci ripari dal mondo, dai conflitti, dai desideri, dalla rabbia, dalla paura, dal piacere. Quante volte si parla di osservare le sensazioni, le emozioni, i pensieri perché si sta cercando in realtà di creare una scissione, un non sentire, un tenere a distanza la vita stessa. Mentre si tratta di entrare in tale intimità con il sentire stesso, con il flusso vitale, da non lasciare spazio alcuno nemmeno all’io, a quel costante sentirsi colpiti in prima persona, «Perché a me, proprio a me?», che è l’autoriferimento sempre in agguato.–“

 

 


Mindfulness / Consapevolezza

(Citazione di Carol Wilson contenuta nel libro di Corrado Pensa “l’intelligenza spirituale”)

“…Allorché noi ci rendiamo conto che la pratica meditativa più profonda è la coltivazione di un atteggiamento e non la ricerca di un’esperienza speciale, allora tutta la nostra vita si apre e ogni attività può diventare un veicolo di risveglio. La vita è fatta di momenti. La pratica di consapevolezza è semplicemente la coltivazione dell’abilità di incontrare qualunque cosa emerge di momento in momento con totale presenza e a cuore aperto…”

 

(Vivere momento per momento, J. Kabat Zinn – Corbaccio)

“Coltivare la consapevolezza vuol dire servirsi dell’attenzione in una maniera particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in maniera non giudicante.”

”Nel caso della consapevolezza, questa esperienza diretta non è niente meno che la grande avventura della tua vita, che si dispiega momento per momento, cominciando da ora, da dove sei, dovunque ciò sia, per quanto difficile o impegnativa sia la tua situazione..”

 

(Mindfulness: una guida pratica al risveglio, J. Goldstein – Ubaldini Editore)

“…la consapevolezza è attenzione al presente, presenza mentale, vigilanza. E’ l’opposto della distrazione. Quando ci sentiamo smarriti o incerti sul da farsi possiamo sempre tornare all’esperienza del momento presente.”

 

(L’intelligenza spirituale-Corrado Pensa) 

“La pratica di consapevolezza è semplicemente la coltivazione dell’abilità di incontrare qualunque cosa emerge di momento in momento con totale presenza e a cuore aperto.” 
[…] “In effetto, l’accettazione è fondata sul coraggio di non chiudersi, di non indurirsi, di non resistere. E dunque l’accettazione, che è strumento e frutto del lavoro interiore, è basata sul rifiuto (sulla non-accettazione!) della vita chiusa, nel segno della negatività e della separazione: “Le incertezze della vita non sono i tuoi avversari ma i tuoi alleati. Impara ad accoglierli anche quando ti disturbano. L’accettazione è la più alta forma di amore. È il sì definitivo all’esperienza sacra della vita”

 

(Essere Pace, Thich Nhat Hanh – Ubaldini Editore – Pag51)

“Dimorando nel momento presente“. Mentre sono seduto qui non penso qualcos’altro, non penso al passato o al futuro. Siedo qui e so che sto seduto qui. È molto importante. Si tende a vivere nel futuro, invece di vivere qui e ora. Diciamo sempre “aspetta che finisco università, e allora sarò realmente vivo“. Poi, quando ci siamo laureati, e non è stato facile, rimandiamo ancora: “solo quando non lavoro mi sentirò realmente vivo“. Dopo il lavoro, la macchina. Dopo la macchina, la casa. Non siamo capaci di di sentirci vivi nel momento presente. Tendiamo a posporre in un futuro generalmente lontano, non sappiamo quando. Ma il momento di essere vivi è adesso. Altrimenti c’è il pericolo che tutta la vita trascorre senza essere riusciti a viverla. La tecnica, se si può chiamare così, consiste in questo: essere in questo preciso momento, essere consapevoli che siamo, qui e adesso, perché l’unico momento per essere vivi e proprio adesso

 

(Il cuore saggio – Jack Kornfield)

“…Se vi rilassate e vi consentite di fare quell’esperienza di conoscenza indefinibile scoprirete quello che gli scrittori buddhisti chiamano «il cielo limpido e aperto della presenza mentale». È vuoto, come lo spazio, ma a differenza dello spazio è senziente e «conosce» l’esperienza.

… La coscienza non è influenzata dall’esperienza, proprio come il cielo non lo è dalle nuvole o dalle tempeste.

… La coscienza è paragonata anche a uno specchio. Uno specchio riflette tutte le cose eppure rimane limpido e lucido, non modificato dalle immagini, quali che siano, che vi possano comparire.

… È questa la natura di specchio che ha la coscienza: una natura in grado di riflettere ciò che ha davanti, luminosa, limpida, pacifica…”

 

(Il silenzio è cosa viva – Chandra Linda Candiani)

Ogni sensazione, ogni emozione, ogni pensiero è per sua stessa natura pura consapevolezza. Niente interrompe la consapevolezza, è come credere che le onde interrompano l’oceano. Le onde sono il movimento dell’acqua, la sua energia. Cosí, sensazioni, pensieri, emozioni sono le onde, l’energia che attraversa la nostra coscienza che fondamentalmente è pace.

 

(Pensa Corrado)

“…La consapevolezza è non concettuale, non opera attraverso le parole, i simboli, è uno specchio che riflette ciò che è presente, senza giudicare, senza che ci sia un ego che definisce, che deforma, che interviene…”

 

 


Vacuità 

(Sogyal Rinpoche – il libro tibetano del vivere e del morire)

” … Se tutto è impermanente, allora tutto si può definire vuoto, privo cioè di un’esistenza durevole, stabile, intrinseca. Tutte le cose viste e comprese nel loro vero rapporto, si rivelano non indipendenti, bensì interdipendenti le une dalle altre… Se osservate con attenzione niente possiede un’esistenza a sé stante, intrinseca, e questa assenza di esistenza indipendente e ciò che chiamiamo vacuità.… Dicendo che le cose sono vuote, si intende dunque che sono prive di un’esistenza indipendente…”

 

(Cit. da “il silenzio è cosa viva” – Chandra Livia Candiani)
“Lo spazio vuoto è quello che permette alle persone e agli oggetti di entrare in relazione. Lo spazio vuoto separa e collega. Non siamo abituati a percepirlo, a vederlo, a riceverlo. Man mano che meditando lasciamo che i pensieri sorgano, transitino e passino, come nuvole in un cielo ampio, entriamo in confidenza con lo spazio aperto, con la vastità dello sfondo, e man mano questo spazio da semplice sfondo diventa sostanza di ogni cosa, non è piú che il vuoto sta dietro ogni cosa, è che ogni cosa è vuoto. Ma ci vuole intimità con questo vuoto per sapere che niente va perduto, che il vuoto è creatore, informa, vibra, trasmette, accoglie, fa sentire a casa.”

 


 

 

 

 

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