Chiedere aiuto. Posso chiederti aiuto? Sono in difficoltà con questa cosa. .

Una frase semplice, con un potere risolutivo pazzesco che purtroppo non è così facile o frequente ascoltare nelle organizzazioni.
Non sappiamo chiedere aiuto e soprattutto non sappiamo farlo al momento giusto.

Quando il contributo della partecipazione del gruppo potrebbe essere la più naturale e ovvia delle necessità, non siamo sempre in grado di rendercene conto e non sempre ci sentiamo liberi di farlo.

Già perché il contesto relazionale aziendale e gli impliciti gelidi di culture “eroiche” puramente individualistiche e prestazionali ci condizionano.

  • Non vorrai mica mostrare che sei in difficoltà?
  • Io c’è la faccio da solo sempre
  • Ma poi cosa penseranno di me se chiedo aiuto?
  • Il mio ego non è d’accordo a chiedere aiuto
  • Mi vergogno
  • Tanto non c’è nessuno che può aiutarmi per questo
  • Devo mostrare che so risolvere tutto
  • Devo nascondere che è difficile

Piuttosto di passare per quelli che chiedono aiuto, a volte si preferisce fallire. Magari farcendo l’evento con qualche narrazione epica nella quale nonostante le nostre battaglie eroiche, abbiamo dovuto arrenderci alla evidenza: non c’era niente da fare!
…. Ma Davvero?!

Spesso ci troviamo a chiedere aiuto non come sarebbe naturale farlo: accedendo ad uno strumento lecito del processo di problem solving che richiedere il confronto e un diverso punto di vista, ma come rimedio di emergenza quando la situazione ci è già scappata di mano.
Quando la situazione magari si è così complicata da non lasciare spazio se non ad una corale constatazione di un imminente disastro. Troppo tardi.

Piuttosto strano, accettiamo anche l’inefficacia di uni sforzo sacrificale individuale evidentemente non adeguato , piuttosto che dirci con apertura: ma se ci chiamavi prima non era meglio?

Ecco non sto dicendo che per ogni cosa è necessario chiedere agli altri di risolverla, ovviamente, parlo di semplice consapevolezza tempestiva di quando da soli non bastiamo, per un motivo qualsiasi.

Penso che saper chiedere aiuto al momento giusto e poterlo fare senza condizionamenti sia una abilità e libertà relazionale necessaria che protegge le organizzazioni e rende sicuro il contesto relazionale.
Sì, posso chiedere aiuto perché non vengo giudicato e perché l’organizzazione trova beneficio nella possibilità più ampia e creativa di risolvere un problema.

Sai chiedere aiuto?
Oppure fai sempre “tutto tu” ?
Raccontaci di quella volta in cui “se avessi chiesto aiuto prima…”

Poter chiedere aiuto peraltro è uno strumento concreto che consente di coltivare la fiducia reciproca … gran cosa per un contesto relazionale sano, sicuro e libero dalla paura.

 

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