Parliamo di: Il Lato oscuro del Feedback
Dopo la prima puntata (The Dark Side Of…Cambiamento) oggi diamo una occhiata dietro alla parola feedback.
Ebbene sì: esiste un lato oscuro anche nel feedback.
E prima di osservarlo nei i gruppi e le organizzazioni, lo avevo imparato già sulla carta, quando a ingegneria studiavo teoria dei sistemi.
Il Feedback è un potentissimo strumento che permette di considerare nelle scelte attuali anche i risultati delle esperienze pregresse, in modo che il sistema, la persona, l’organizzazione possano adattarsi meglio alle situazioni e trovare il proprio equilibrio. Imparando da ciò che è successo e prendendo consapevolezza del mutare del contesto. Modificando il comportamento in modo opportuno, dinamicamente. E’ un meccanismo di regolazione.
Per questo si invita a restituire la propria esperienza, condividendo con le persone il proprio punto di vista su ciò che hanno rilevato. Nella relazione, questo facilita il processo della comprensione reciproca e della partecipazione attiva.
MA ATTENZIONE, anche la teoria dei sistemi ci insegna che non tutti i feedback portano alla stabilità. Se il meccanismo del feedback non è adeguato, c’è rischio che “il ritorno” di informazioni sia fonte, al contrario di instabilità e divergenza.
Ecco alcune aree critiche
Al di là delle spiegazioni matematiche nella teoria dei sistemi, questo avviene nella relazione quando viene introdotto il feedback senza sufficiente attenzione e cura:
- Il feedback viene presentato in modo non fenomenologico, mischiato ad interpretazioni dei fatti, personali e non obiettive e senza nessun riferimento comune.
- Non c’è una base valoriale relazionale partecipata.
- Non viene condiviso un processo spiegando lo scopo generativo finale della iniziativa.
- Non si prepara adeguatamente chi propone e chi riceve il feedback.
- Non si familiarizza con abilità relazionali come la comunicazione non violenta che consente di individuale gli aspetti emotivi
- Il feedabck diventa una scusa e una occasione formalizzata per scaricare le proprie frustrazioni senza scopo costruttivo
- Non si lavora esplicitamente con le persone sulla abilità di ascolto e di accoglienza di un feedback (sia positivo che negativo)
- Il Feedback viene dato troppo in ritardo rendendo asincrona la possibilità di modificare il comportamento
- Il processo del feedback viene demandato solo alla formalità istituzionale di un tool che raccoglie dati
Insomma senza lavorare su dialogo e consapevolezza, si finisce per stimolare restituzioni di informazioni che sono da una parte cariche di “disturbi” quando vengono formulate e dall’altra parte possono attivare meccanismi di difesa che rendono vano o addirittura negativo il contributo.
Morale della storia: Feedback si ma con criterio condiviso e con lavoro individuale e di gruppo per rendere il contesto relazionale generativo e capace di intercettare e disinnescare potenziali instabilità.
Conosci altri aspetti oscuri del feedback ?
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