Facciamoci una gentilezza, piantiamola di essere solo cortesi

Negli ultimi 20 anni la maggior parte dei contesti aziendali (media e grande impresa sopratutto) hanno recepito molti interventi per svuotare gli ambienti lavorativi da comportanti aggressivi e “maleducati” (si c’è ancora molto da fare) Un codice invisibile di “educazione standard” è percepibile anche solo nel modo col quale vengono solitamente condannati socialmente eventuali incivili residui.

Un intervento di civiltà necessario che deve proseguire. Però. Se da una parte questi interventi hanno portato sicuramente un beneficio oggettivo nei climi aziendali, dall’altra parte questi atteggiamenti comportamentali esterni non hanno sempre innescato trasformazioni interiori che consentissero di integrare questa cortesia con una autentica gentilezza. Così mentre visi sorridenti interagiscono in superficie :

  • Le persone spesso preferiscono lasciare sommersi i conflitti
  • Se emergono conflitti in superficie, spesso non si hanno strumenti per gestirli in modo costruttivo.
  • Si alimenta una paura inconfessata per il conflitto (vade retro, io sono cortese!)
  • Si creano contesti “politicamente corretti” che lasciano sommersa energia e tensione pazzesche che condizionano tutto il resto
  • le persone spesso vivono conflitti interiori perché comprimono emozioni contrastanti con la facciata.
Il conflitto non è sbagliato.

È una parte necessaria della relazione. Il punto sta nella capacità che abbiamo di gestire lo stress e la violenza (che naturalmente sì genera dalle nostre paure relazionali e dalle nostre sofferenze). Consapevolezza e scelta ci devono proteggere dalla nostra violenza, non la repressione o la “copertura comportamentale”. Aggiungo che è anche normale avere difficoltà ad essere sempre gentili e con tutti. Io fatico. La gentilezza non è cortesia, è un movimento interiore di evoluzione, scelta e riconoscimento che, chi è difronte a me, è proprio come me. Sei gentile anche se dici quello che pensi e lo fai pure in modo assertivo e con energia se rinunci alla violenza. Se rinunci ad un approccio egoico o prevaricante. Ecco alla cortesia di oggi mancano queste qualità della gentilezza. Manca il dialogo

Gentilezza è autenticità.

Penso le organizzazioni siano pronte per sollevare quel velo patinato di cortesia per entrare un po’ più in profondità (sempre che davvero ci interessi incontrare l’essere umano) Quando con Mindfulnetlife  cominciamo a lavorare con un gruppo che ci dice che tutti vanno d’accordo e che non ci sono problemi relazionali o conflitti, beh per gioco diciamo sempre che allora dovranno pagare tariffa doppia: perché prima dovremo farli “litigare” e poi accompagnarli a farlo in modo generativo 😁 Di una gentilezza che non è solo cortesia ma trasformazione interiore, parleremo anche al workshop sulle 4 porte della relazione che partirà a gennaio (se ti interessa dai una occhiata al programma)

 

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Marco Guzzini Business Counseling

Percorsi di Crescita individuali o di gruppo per Privati, Imprese ed Executive

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